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..libri consigliati da VOI..

Pino Cacucci, Viva la vida! – “Sono nata nella pioggia. Sono cresciuta sotto la pioggia. Una pioggia continua nell’anima e nel corpo” (Lorena Anna Pecorella, 26 luglio 2015)

Francesco Piccolo, Il desiderio di essere come tutti – “Ho capito all’improvviso che assomigliavamo a quel gruppo di ciclisti che incontro ogni tanto per la città, che occupano tutta la strada procedendo con lentezza studiata, perché il loro obiettivo non è andare in bicicletta, ma punire coloro che sono in auto o sulle moto. Non sono usciti per andare da qualche parte, ma per bloccare il traffico. Appunto, per punire. Quando mi è capitato di trovarmi in mezzo a loro, intrappolato con il mio scooter, ho provato a infilarmi in uno spazio, a passare, e si sono incazzati. Mi hanno intrappolato e insultato, chiedendomi se ci provo gusto a inquinare la città o se mi piace morire di cancro. Non solo mi impedivano di passare, ma cercavano di piantare nella mia testa sensi di colpa e pensieri bui che mi sarei ritrovato di notte, nell’insonnia. Sono violenti, arroganti e inclini al sopruso, semplicemente perché stanno facendo una cosa piu giusta della tua, semplicemente perché tu dovresti fare come loro. Ogni volta che li incontro, nonostante pensi che abbiano ragione, che il traffico e lo smog sono insopportabili, la mia sensazione è precisa: sono contento di non far parte del loro gruppo, ma di stare insieme agli altri, agli automobilisti e ai motociclisti.”     (Enzo Briganti, 6 gennaio 2015)

Fulvio Ervas, Se ti abbraccio non aver paura – un libro che consiglio a tutti, una storia vera e un grande progetto che ha portato alla fondazione dell’associazione I bambini delle fate https://www.ibambinidellefate.it/.                                                                                        -Jorge felice
-Scusa Andrea, senti Jorge felice?
-Jorge felice.
-Ma se vive in una baracca di terra e fango, dove piove dentro! Non ha amici, non si può muovere dalla sua branda sporchissima. Non può fare altro che rimanere fermo, da ventidue anni. Come fa a essere felice? E non ti ha fatto male vederlo in quelle condizioni?
Andrea ha gli occhi spalancati, fugaci, si muove veloce. Mi fa sentire sciocco, incapace di vedere in profondità. Come se lui andasse oltre e io no. Jorge felice.  (Debora Di Carlo, 29 novembre 2014)

Jorge Bucay – Lascia che ti racconti. Storie per imparare a vivere – -Hai indovinato vero?
Sono il senso di rifiuto che provi verso te stesso. SONO IL SENSO DI RIFIUTO CHE PROVI VERSO TE STESSO.
Ricorda la nostra storia…
Tutto cominciò quel giorno grigio in cui hai smesso di dire “io sono!” e vergognoso e impaurito,hai chinato la testa e hai sostenuto le tue parole,i tuoi gesti con un pensiero: “io dovrei essere…” (Lorena Anna Pecorella, 11 settembre 2014)

Chiara Gamberale, Per dieci minuti – “Sottovuoto. Senti proprio l’aria che ti manca e il corpo che si mette a galleggiare,per conto suo,dentro una specie di sacchetto. E fuori dal sacchetto tutto il mondo.” (Lorena Anna Pecorella, 11 settembre 2014)

Arthur Golden, Memorie di una geisha – Finalmente, dopo aver rimandato x tanti anni, ho trascorso 10 giorni tra le pagine di “memorie di una geisha” …. Mi sono fatta trasportare dalla storia e dalla cura dei dettagli di quella che era un’arte … Piaciuto tantissimo!peccato averlo finito! (Serena Schiavon, 3 settembre 2014)

Fabio Geda, Se la vita che salvi è la tua – Non è difficile arrendersi. Difficile è trovare la forza per salvarsi la vita. (Lorena Anna Pecorella, 3 settembre 2014)

Vincenzo Cerami, Un borghese piccolo piccolo – Sembrerebbe monotona la vita di un dipendente ministeriale immerso tra le scartoffie, di prassi forse lo è; ma il signor Vivaldi e suo figlio Mario sono ancora corruttibili dal fato e dalle opportunità della società.
Il testo spesso metaforico e denso di parole ricercate permette al lettore di calarsi nella storia con empatia, finendo per farlo ansimare insieme al narratore immaginario, che nella ricostruzione dei fatti riduce il suo fiato e impercettibilmente, fino al totale svuotamento dei polmoni, recita con la voce e senza interruzioni la storia tremendamente coinvolgente; poi, prima di svenire per ipossia, ricalibra il proprio senno e inspira.
Da leggere in massimo 2 tornate. Mi è piaciuto troppo, credo. (Flavio Bitonto, 7 febbraio 2014)

Margaret Mazzantini, Nessuno si salva da solo – Delia va al frigorifero,lo apre,tira fuori l’avanzo di uno sformato di patate. Mangia vicino alla finestra.  -non hai cenato? -no, ho fame mamma.
Gaetano attraversa la strada. Non guarda in alto. Non sa se troverà quell’ombra dietro la tenda in cucina. Non vuole perdere. (Lorena Anna Pecorella, 7 febbraio 2014)

Paola Mastrocola, Non so niente di te – Ognuno ha il suo modo di non dormire, la notte, il suo stile, le sue tecniche di insonnia. C’è chi accetta il fallimento e si fa arrendevole, prende quel tempo notturno come qualcosa in più, da sfruttare al meglio, e allora si alza, gironzola, ascolta musica, si fa un bicchiere di latte e zucchero, legge qualcosa. E c’è chi si ribella, non ammette,non concepisce che possa capitare a lui, é ostile, sbuffa, finge di dormire, strizza gli occhi perché il sonno arrivi, si sforza di non pensarci e ci pensa sempre di più, finendo per restare a letto teso come una corda di violino. (Elisa Peyron, 11 gennaio 2014)

Gustave Flaubert, Madame Bovary – “Le borghesi ammiravano in lei il senso dell’economia, i clienti la cortesia, i poveri la carità. Ma Emma era piena di bramosia, di rabbia, di odio. Quell’abito dalle pieghe diritte nascondeva un cuore sconvolto e le labbra pudiche tacevano le tempeste.” Emma viziata, egoista, bugiarda, immatura. Emma che vuole vivere una favola, ma le favole non esistono. (Laura Mattana, 2 dicembre 2013)

Paolo Giordano, Il corpo umano – “Non ce la faccio più a dormire da sola. Mi ammalerò, Salvo, te lo giuro. Mi ammalerò e tu non potrai curarmi. Per quante notti ancora?Più di cento. Le ho contate, Salvo. Più di cento!” (Lorena Anna Pecorella, 10 settembre 2013)

Clara Sanchez, Il profumo delle foglie di limone – “Credeva che ogni essere umano avesse il diritto di volare almeno una volta nella vita” (Lorena Anna Pecorella, 10 settembre 2013)

Mario Paolini e Michela Signori, Taccuino di lavoro, Ausmerzen – “Il Reichsleiter Bouhler e il Dr med. Karl Brandt sono incaricati, sotto la propria responsabilità, di estendere le competenze di alcuni medici da loro nominati, autorizzandoli a concedere la morte per grazia ai malati considerati incurabili secondo umano giudizio, previa valutazione del loro stato di malattia. Adolf Hitler.” Pagine terribili che raccontano la storia del famigerato T4, il piano nazista di annientamento e morte per disabili fisici e psichici, malati non autosufficienti. (Patrizia Camedda, 5 settembre 2013)

Margaret Mazzantini, Venuto al mondo – “La mia resistenza è fatta di bocconi piccoli, basta muoversi piano per non turbare l’equilibrio. Non spostare niente. Così magari il male si dimentica di noi, ci scavalca.” Non ho una ragione precisa per cui mi sia piaciuto così visceralmente. C’è un fotografo, c’è una guerra, c’è una reflex senza rullino e un dito che continua a scattare a vuoto, per inerzia cieca, come le dita dei cecchini sulle colline sopra Sarajevo. (Laura Mattana, 5 settembre 2013)

D. Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del Nord – “Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente.” Io l’ho trovato stupendo e anche il seguito, intitolato “La Settima Onda” che è quello conclusivo. E’ uno scambio di e.mail, non classiche e.mail, sono il crescendo di una relazione, non fisica, ma mentale che poi sfocerà nel più romantico dei finali. (Carmen Terrazzino, 5 settembre 2013)

Alexandre Dumas, La signora delle camelie – Scritto nel 1848, quando l’autore non aveva che ventiquattro anni, il romanzo La signora delle camelie creò subito un mito, entrato nell’immaginario di intere generazioni e diventato protagonista delle scene, sia del teatro di prosa che del teatro d’opera, nonché degli schermi del cinema. Lo stesso Dumas ne realizzò una versione teatrale, affidandola a Sarah Bernhardt. Pochi anni dopo, Giuseppe Verdi saprà farne una trasposizione sublime, in musica, con La Traviata. Margherita Gautier, alias Violetta, è diventata così una figura a sé stante: un mito appunto, con il quale si sono confrontate dive come Eleonora Duse, Greta Garbo, Maria Callas. André Maurois ha scritto: «La signora delle camelie fa capire perché Maupassant e Tolstoj considerassero Dumas figlio uno dei più grandi romanzieri del loro tempo». Per Irene Bignardi è «il romanzo sul prezzo della donna», amante o moglie che sia, traviata o no.
«C’era, in quella donna, qualcosa che somigliava al candore. Si vedeva benissimo che era ancora alla verginità del vizio. Il passo deciso, la figura slanciata, le narici rosee e aperte, i grandi occhi leggermente cerchiati di azzurro, denotavano una di quelle creature ardenti, che spandono tutt’intorno un profumo di voluttà, come quei flaconi d’Oriente… (Roberta Palermo, 8 aprile 2013)

David Mitchell, Cloud Atlas – (Rafael Mastrangelo, 22 febbraio 2013)

Gian Luigi Beccaria, Alti su di me – “I testi comunicativi di solito sono più semplici e diretti. Sono più scorrevoli, li si legge senza troppa fatica. Invece un testo letterario non va sorvolato in fretta, né riassunto: va letto.” (Enzo Briganti, 9 febbraio 2013)

Daniela Rossi, Il mondo delle cose senza nome –  Non è uno dei miei libri preferiti, ma è scritto bene e fa riflettere!quindi se avete l’occasione leggetelo:) (Debora Dolfi, 17 gennaio 2013)

Carlos Ruiz Zafon, Il gioco dell’angelo – ‎”Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprat¬tutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell’istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo.” ( Roberta Sara Palermo, 9 gennaio 2013)

Mario Calabresi, Cosa tiene accese le stelle – Nella società del’oggi ci dimentichiamo di molte cose. Ci dimentichiamo di tutte le conquiste vissute: oggi, anzi, il nichilismo, la sfiducia, il fatalismo, sono gli umori e i sentimenti più diffusi del paese. Gli anziani hanno nostalgia del passato, i giovani si rassegnano alla mancanza di prospettive, ed è comune la convinzione di essere capitati a vivere nella stagione peggiore della nostra storia.Per definire questo malessere e capire quale sia la strada per uscirne, Calabresi ha ricomposto i frammenti di un tempo in cui si faceva fatica a vivere ma era sempre accesa una speranza.
“Per riprendere coraggio, per trovare ossigeno, mi sono rimesso a viaggiare nella memoria. Chi lo fa si sente immediatamente più forte: se ce l’hanno fatta loro, possiamo farcela anche loro”. Questo libro racconta storie di persone comuni che, nonostante tutto, ce l’hanno fatta. C’è chi vede solo le difficoltà, dimenticandosi di vedere ciò che invece va bene.Per andare contro alla comunicazione negativa di telegiornali e giornali, ecco un libro che racconta anche il bello di questo paese, che racconta che cosa tiene accese le stelle! (Chiara Biraghi, 3 gennaio 2013)

Charles Martin, Dove finisce il fiume – Io non sono un saggio. Non faccio finta di aver previsto tutto, ma una cosa la so: alcuni vivono bene, altri muoiono bene, ma pochi amano bene. Perchè? Non so come rispondere. Tutti viviamo, tutti moriamo: non c’è la carta “esci di prigione gratis” come a Monopoli, ma è la parte tra queste due cose che conta. Amare bene…è un’altra cosa. E’ una scelta, qualcosa che si fa tante e tante volte. Non importa cosa. E nella mia esperienza, se si sceglie di fare così bisogna essere pronti a soffrire le pene dell’inferno. (Debora Dolfi, 3 gennaio 2013)

Glenn Cooper, I custodi della biblioteca – ve lo consiglio….piace piace.. (Alessandra Elia, 23 dicembre 2012)

Carlos Ruiz Zafon, Marina – ‎”Non sapevo ancora che, prima o poi, l’oceano del tempo ci restituisce i ricordi che vi seppelliamo. Quindi anni più tardi, mi è tornato alla mente quel giorno. Ho visto quel ragazzo girovagare nella bruma della stazione Francia e il nome di Marina si è infiammato di nuovo come una ferita recente.Tutti custodiamo un segreto chiuso a chiave nella soffitta dell’anima. Questo è il mio.” Dopo aver letto “L’ombra del vento” mi aspettavo molto di più…ma é una lettura piacevole e piena di colpi di scena! Quindi te lo consiglio. (Roberta Sara Palermo, 13 dicembre 2012)

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere – ‎”Ha mai amato qualcuna più di me? Mi ama più di quanto lo ami io? Forse tutte queste domande rivolte all’amore, che lo misurano, lo indagano, lo esaminano, lo sottopongono a interrogatorio, riescono anche a distruggerlo sul nascere. Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogiamo qualcosa (l’amore) dell’altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza.”
“Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. È per questo che l’uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione.”
…Kundera affronta con tono pacato e riflessivo gli aspetti comuni e al tempo stesso complessi della vita di ognuno di noi, fatta di una leggerezza così pesante ad un occhio attento da risultare quasi insostenibile. (Debora Stella Di Carlo, 13 dicembre 2012)

Carlos Ruiz Zafon, L’ombra del vento – Pubblicato in Spagna nel 2001 è divenuto, non grazie a studiate campagne promozionali ma al solo passaparola dei lettori, un caso editoriale premiato da un grandissimo successo di critica e pubblico in tutto il mondo. L’ombra del vento con le sue storie dentro le storie, mescola con sapienza diversi generi narrativi passando dal poliziesco al sentimentale, dalla tragedia alla commedia. Il giovane protagonista Daniel Sempere, vive con il padre libraio antiquario a Barcellona, nell’assenza e nel ricordo della madre prematuramente scomparsa. Daniel, che è anche la principale voce narrativa del racconto, si sveglia all’alba del suo undicesimo compleanno angosciato per il fatto di non ricordare più il volto della madre. E’ il 1945. La stessa mattina il padre lo porta nel Cimitero dei Libri Dimenticati, una labirintica e gigantesca biblioteca, nella quale vengono conservati migliaia di volumi sottratti all’oblio.
“Questo luogo è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza. Molti anni fa, quando mio padre mi portò qui per la prima volta, questo luogo era già vecchio, quasi come la città. Nessuno sa con certezza da quanto tempo esista o chi l’abbia creato. Ti posso solo ripetere quello che mi disse mio padre: quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro si perde nell’oblio, noi, custodi di questo luogo, facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito. Noi li vendiamo e li compriamo, ma in realtà i libri non ci appartengono mai. Ognuno di questi libri è stato il miglior amico di qualcuno. Adesso hanno soltanto noi, Daniel. Pensi di poter mantenere il segreto?” (Roberta Sara Palermo, 6 dicembre 2012)

Rosario Esposito La Rossa, Sotto le ali dell’airone – “Ogni bambino ha il diritto di non essere un campione” (Elena Lumetta, 20 novembre 2012)

George R. R. Martin, Il trono di Spade: Il grande inverno – “E PER LA PRIMA VOLTA DA CENTINAIA DI ANNI, LE TENEBRE PRESERO VITA NEL CANTO DEI DRAGHI” questa è l’ultima frase del libro adesso tocca a voi leggere le prime 832.. Buona Lettura!!! (Michele Longo, 14 novembre 2012)

Emmanuele Bianco, Tiratori scelti – ..Storie di periferia, di emigrazione raccontate da un ragazzo di periferia, situazioni che possiamo aver vissuto direttamente o che conosciamo per averle sentite o viste dal vicino di casa. Il ritmo è incalzante, la scrittura semplice e immediata, arriva dritto dove vuole arrivare. (Teatro Villaggio Indipendente, 7 novembre 2012)

Glenn Cooper, La biblioteca dei morti, Il libro delle anime – due libri originali, uno il continuum dell’altro, che ti lasciano col fiato sospeso fino alla fine!!:) (Debora Dolfi, 23 ottobre 2012)

Maragaret Mazzantini – Mare al mattino – bellissimo…. 🙂 (Tatiana Solonia, 22 ottobre 2012)

Almudena Grandes, Le età di Lulù – “Per Lulù, protagonista di questa opera prima, l’erotismo ha i caratteri di un’ossessione, di una condanna da scontare, di un richiamo che la spinge a sperimentare le estreme, piùoffensive forme di trasgressione: conseguenza paradossale di una prima, violenta e tenera esperienza avuta a quindici anni con Pablo, amico di famiglia di dodici anni più vecchio di lei, e del rapporto che i due hanno coltivato nella lontananza e nel desiderio fino a ritrovarsi e a sposarsi. Ma è un rapporto fondato sulla pratica del libertinaggio. La prossima età di Lulù sarà quella della fuga da Pablo e del tentativo di costruire un’esistenza autonoma: rimane però, irresistibile, l’attrazione per la sessualità più torbida e sfrenata, incarnata nella intensa figura di Ely.” (Marco e Vale, 24 settembre 2012)

Alessandro D’Avenia, Cose che nessuno sa – “Nella vita di tutti i giorni nessuno ti chiede di raccontare la storia che ti morde il cuore e te lo mastica, e se qualcuno te lo chiede, nella vita di tutti i giorni nessuno riesce a raccontare quella storia, perché non trovi mai le parole adatte, le sfumature giuste, il coraggio di essere nudo, fragile, autentico. Quella storia deve piombare da fuori, come quando accade che i libri ci scelgano e gli autori diventino amici a cui vorremmo telefonare alla fine della lettura per chiedere come fanno loro a conoscerci o dove hanno sentito la nostra storia. Quella storia è uno specchio che ti sorprende a esclamare: questa è la mia, questo sono io, ma non avevo le parole per dirlo. E forse scopri di non essere solo, definitivamente solo.” A tratti un po’ melenso, ma ho apprezzato molto lo stile narrativo… A mio parere meglio di “Bianca come il latte, rossa come il sangue”. (Debora Stella Di Carlo, 5 settembre 2012)

Fulvio Ervas, Se ti abbraccio non aver paura – ( Marco e Vale, 26 agosto 2012)

Ondine Khayat, Le stanze di lavanda – Sono nata ricca, ma ho visto la mia fortuna involarsi come uno stormo d’uccelli. Soltanto i miei ricordi mi appartengono, sono tante fragili tracce impresse dentro di me. Certi giorni, il sole le illumina; certe notti, rimangono intrappolate in una tempesta di ghiaccio. Vivevamo a Marache, in Turchia, al confine con la Siria. E lì che sono venuta al mondo nel 1901. Mio nonno, Joseph Kerkorian, era armeno. Un uomo importante e saggio, solido come una roccia. Se, dopo l’inferno che ho conosciuto, dentro di me è rimasta una particella di fiducia nell’umanità, è grazie a lui. Avevamo una casa magnifica, e un immenso giardino dai fiori di mille colori. Sono stata amata da mio padre, dalla mamma dai baci di lavanda, dalla sorellina Marie, dal mio impetuoso fratello Pierre e da Prescott, il nostro gatto armeno con un nome da lord inglese. E da Gii, il piccolo orfano ribelle che un giorno, sotto il salice piangente, mi ha dato il mio primo bacio. Erano giorni immensi, eppure non potevano contenerci tutti. Nell’aprile 1915, il governo turco ha preso la decisione che ha precipitato le nostre vite nell’orrore: gli armeni dovevano sparire. Può un cuore dilaniato continuare a battere? E un giardino devastato dare nuovi fiori? Come posso donare ancora, proprio io, a cui hanno tolto tutto? Ascolta Joraya, mia adorata nipote, il racconto di una vita mille volte dispersa. (Roberta Sara Palermo, 17 agosto 2012)

E. L. James, Cinquanta sfumature di grigio – Ho aspettato ke il “coinvolgimento” tipico post-lettura passasse, prima di dare 1opinione il più possibile obiettiva!!!Allora…io nn credo ke sia un libro BRUTTO, cm sosteneva quella ragazza su you tube!E’ sicuramente 1libro “leggero”, da ombrellone!E’ scritto, nella sua semplicità, in modo accattivante, scorrevole…nessun dettaglio è lasciato al caso!L’autrice sà cm aumentare la suspense e catturare l’attenzione!Alcune volte pecca nella ovvietà, altre è ripetitiva (lui si passa le mani nei capelli, lei si guarda le mani…!SEMPRE!). Tutto sommato è una buona alternativa a quei libri “culturali” o impegnativi…ke già ci sommergono all’università -.-” !E credo di aver scoperto il “segreto” di tutto questo successo: vengono sfatati dei tabù comuni, non vi sono cose sottintese, il sesso diventa argomento di conversazione..e alle donne, fondamentalmente, piace conoscere i dettagli, lasciando all’immaginazione quel poco ke rimane!Penso ke continuerò cn la trilogia, ma confesso…nel frattempo mi sono presa 1pausa, xleggere qualcosa di sicuramente diverso e tanto consigliato. (Valeria Schiesaro, 9 agosto 2012)

Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile – ‎”Forse ti sembro troppo ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze non sono molto interessanti. Possono essere appagate, e magari a modo loro anche felici, ma non sono molto profonde.”
Un’ironia tagliente che squarcia l’ipocrisia e l’assurdità dell’oggi… (Non altrettanto consigliato il film uscito recentemente!) (Debora Stella Di Carlo, 30 luglio 2012)

Flavio Vasile, L’eredità del male – Un libro che presi alla fiera del libro di torino nel 2010, scelto solo per la tonalità di rosso stampata sulla copertina.. Difficile da commentare, lo scrittore è di Torino.. La storia narrata in se è molto bella, è bella l’idea di un poliziotto della KRIPO che opera in Germania durante il nazismo ma che non accetta assolutamente i dogmi e il credo nazista, abbiamo un assassino che stupra e asporta uteri alle donne che violenta, ma la storia a mio parere è scritta male.. Pochi i dettagli per i personaggi poche righe per ogni personaggio, l’ inquadramento storico non è arricchito da elementi storici per l’appunto (dire che si è nel 1940 va bene ma bisognerebbe anche far capire al lettore qual’era il clima presente a quel tempo soprattutto i pensieri che questo clima porta nella mente dei personaggi).. storia: VOTO 9 narrazione e scrittura: VOTO 5.5 (Michele Longo, 28 luglio 2012)

Tabitha Suzuma, Proibito – Se state cercando un libro d’amore e drammatico, non so se riuscirete a trovare qualcosa di meglio di questo libro… Vi copio la trama: Lochan e Maya sono fratello e sorella. Lui ha 18 anni, è chiuso e solitario; lei ne ha 16, è sensibile e molto più matura di quello che la sua età richiederebbe. La loro ragione di vita, la loro preoccupazione più grande, è prendersi cura dei tre fratellini minori, allo sbando da quando il padre li ha lasciati e la madre si è abbandonata all’alcool. Sempre insieme, sempre vicini, sempre più complici. Un legame che rischia di trasformarsi in un dolce sentimento e una fatale attrazione.
E se all’inizio potevate avere dei pregiudizi sull’incesto o sui differenti tipi di amore che non vengono considerati “normali”, Lochan e Maya vi strapperanno le budella e vi faranno cambiare letteralmente idea… (Erika Pusceddu, 17 luglio 2012)

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere – (Rosa Ficarra, 25 giugno 2012)

Lorenza Ghinelli, La colpa – Questo è bellissimo. (Antonella Passannanti, 19 giugno 2012)

Ali McNamara, Colazione da Darcy – (Antonella Passannanti, 19 giungo 2012)

Batley Amy, Amore zucchero e cannella – (Antonella Passannanti, 19 giugno 2012)

Omer Bartov, Fronte Orientale. Le truppe tedesche e l’imbarbarimento della guerra (1941-1945) – La Storia della 12a Divisione Fanteria della Wermacht, della 18a panzergranatier-division e della panzergranatier-division Grossdeutshland impegnate sul fronte orientale e del loro imbarbarimento verso la popolazione russa. (Michele Longo, 10 giugno 2012)

Antonio Pennacchi, Palude – Il fantasma del Duce si aggira per Latina-Littoria combinando marachelle, uno sta per morire di infarto, gli trapiantano il cuore nuovo, va in coma per un altro infarto al cuore nuovo questa volta, và un po’ nell’aldilà, mena il Duce e poi ritorna dal coma.. Buona Lettura (Michele Longo, 1 giugno 2012)

Allie Condie, Matched ‎”Perciò in mezzo al frastuono, indico il cielo. Spero che capisca ciò che voglio dire, anche perché voglio dire tantissime cose: che il mio cuore farà sempre trasvolare il suo nome. Che non me ne andrò docile. Che troverò il modo di spiccare il volo come gli angeli dei miti e troverò lui” (Erika Pusceddu, 1 giugno 2012)

Morchio Bruno, Con la morte non si tratta – bello, come tutti gli altri! (Marilena Dellavalle, 26 maggio 2012)

Antonio Pennacchi, Canale Mussolini – Bellissimo libro con finale a sorpresa.. 🙂 Buona Lettura.. (Michele Longo, 21 maggio 2012)

Becca Fitzpatrick, Angeli nell’ombra – Gli ochi di Patch erano neri come il carbone, più scuri di un milione di segreti accatastati uno sull’altro. Abbassò lo sguardo sull’anello e lo girò lentamente.
Giura che non smetterai mai di amarmi sussurrai. Annui impercettibilmente.
Lo tirai a me e lo baciai appassionatamente per suggellare quella promessa. Intrecciai le mie dita alle sue ma, per quanto mi sforzassi, non riuscivo a stabilire un legame con lui. Sentii l’anello conficcarsi con forna nella mia mano fino a tagliare la pelle. Era una promessa di sangue. (Mely Corrente, 14 maggio 2012)

Niccolò Ammaniti, Il momento è delicato – ‎-Ecco, se dovessi fare un paragone azzardato, il romanzo è una storia d’amore, il racconto è la passione di una notte! (Debora Stella Di Carlo, 12 maggio 2012)

Joseph Heller, COMMA 22 – Ambientato durante la guerra in Italia, affronta il tema della pazzia (del patriottismo e dell’onore) che porta la maggior parte degli aviatori ad accettare le menzogne dei comandanti, dei burocrati e dei politici. Il protagonista, un aviatore americano, ricerca la libertà nella finzione, nella pazzia, per vincere lo stress delle missioni di volo e tornare a casa.
E’ particolare, ma molto avvincente. Svela qualche meccanismo psicologico che si innesta durante la guerra e che segna la vita dei soldati.
Io l’ho adorato! (Erika Guastamacchia, 3 maggio 2012)

Margaret Mazzantini, Venuto al mondo – …splendido e toccante… (Tatiana Solonia, 2 maggio 2012)

Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray – “Le buone intenzioni sono inutili tentativi di interferire con le leggi scientifiche. Nascono dalla pura vanità. Il risultato è il nulla assoluto. Ogni tanto ci procurano una di quelle sterili e voluttuose emozioni che hanno un certo fascino sulle persone deboli. Tutto qui. Non sono altro che assegni a vuoto.” (Mely Corrente, 29 aprile 2012)

George Orwell, 1984 – ‎”Lo colpì il fatto che ciò che veramente caratterizzava la vita moderna non era tanto la sua crudeltà, né il generale senso di insicurezza che si avvertiva, quanto quel vuoto, quell’apatia incolore” (Erika Pusceddu, 28 aprile 2012)

Ray Bradbury, Fahrenheit 451 – ‎”Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.” (Erika Pusceddu, 28 aprile 2012)

Alessandro Baricco, Mr Gwyn – “Jasper Gwyn diceva che tutti siamo qualche pagina di un libro, ma di un libro che nessuno ha mai scritto e che invano cerchiamo negli scaffali della nostra mente. Mi diceva che quello che cercava di fare era scrivere quel libro per la gente che andava da lui. Le pagine giuste. Era sicuro di poterci riuscire.
-E ci riusciva?
-Sì.
-Come faceva?
-Li guardava. Per molto tempo. Finché vedeva in loro la storia che erano.” …Non perdetevelo! (Debora Stella Di Carlo, 26 aprile 2012)

Fabio Volo, Il tempo che vorrei – Quando avevi tutte quelle attenzioni nei miei riguardi pensavo che mi stessi amando, che solo una persona innamorata potesse fare certi gesti. Invece mi sbagliavo. Oppure no, non mi sbagliavo e per qualche minuto sei anche riuscito a essere veramente innamorato. (Chiara D’Onofrio, 24 aprile 2012)

Hermann Hesse – Siddharta – E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita. ( Mely Corrente, 23 aprile 2012)

Samuel Beckett, Aspettando Godot – “E’ vero siamo inesauribili”
“Lo facciamo per non pensare”
“Abbiamo delle attenuanti”
“Lo facciamo per non sentire”
“Abbiamo le nostre ragioni”
[…]
“Non disperare mai: uno dei ladroni fu salvato. Non presumere niente: uno dei ladroni fu dannato.”
… Tratto da un piccolo grande capolavoro del teatro dell’assurdo. (Debora Stella Di Carlo, 13 aprile 2012)

Enzo Traverso, A ferro e fuoco. La guerra civile europea 1914-1945 – (Michele Longo, 5 aprile 2012)

Edoardo Albinati, Vita e morte di un ingegnere – Dato che la lettura di questo libro è stata un’esperienza postuma alla lettura del Secolo breve di Hobsbawn posso dire che non è stato tanto pesante, ma se lo avessi letto senza leggere prima il libro dello storico britannico sarebbe stato annoverato sicuramente tra i libri più pesanti che ho letto anche se molto profondo e bello. (Michele Longo, 20 marzo 2012)

Marcela Serrano, Dieci donne – E dato che domani è la Festa della Donna, ecco un libro che parla di Donne, ed offre un caleidoscopio dell’universo femminile in tutta la sua sfaccettata bellezza…
Nove donne si confessano dalla psicoterapeuta che hanno in comune e raccontano le loro vite. Seppur diverse per età, estrazione sociale e ideologia politica, le loro esperienze si richiamano, e la vera protagonista del romanzo è la femminilità. (Erica Zani, 7 marzo 2012)

M. Isnenghi, G. Rochat, La Grande Guerra 1914-1918, Molto bello e scorrevole nonostante mi sia stato consigliato come manuale di Storia Istituzioni Militari coglie tutti gli aspetti della 1° GM ponendo un accento sul profilo psicologico e sociale dei soldati impegnati al fronte. (Michele Longo, 3 marzo 2012)

Jhon Verdon – L’enigmista – Io l’ho trovato bellissimo, forse anche per gli aspetti più criticati, come le descrizioni dei paesaggi e l’attenta analisi della dinamiche relazionali. (Marilena Dellavalle, 3 marzo 2012)

Mishna Wolff, Credetemi ci ho provato – Molto bello. E’ autobiografico, l’autrice parla di se da bimba. (Michele Longo, 24 febbraio 2012)

Samuel Benchetrit, Diario di un cazzeggiatore – Non molto bello un po’ palloso e con poco senso, diciamo che chi vuole leggerlo lo può fare tanto per dire l’ho letto.. diciamo k è carino se ti sforzi un po’.. il problema è che è scritto in maniera complicata, i tempi di narrazione, specialmente i flashback, si incastrano male col tempo presente in cui lui svolge la sua azione.. non capisci quando iniziano e finiscono i suoi ricordi e quando reiniziano le sue azioni presenti (Michele Longo, 24 febbraio 2012)

Charles Martin, Dove finisce il fiume – è un libro toccante, ma meraviglioso! (Debora Dolfi, 20 febbraio 2012)

Andrea Israel, Il club delle ricette segrete – c’è qualche lettore goloso?
il consiglio della domenica pomeriggio è “il club delle ricette segrete”
l’ho letto in meno di 24 ore! (Angelica Bianco, 19 febbraio 2012)

Borges Jorge L., Finzioni – (Roberto Ferraro, 18 febbraio 2012)

Bender Aimee, L’inconfondibile tristezza della torta al limone – (Antonella Passananti, 9 febbraio 2012)

Paulo Coelho, Veronika decide di morire – Sul mio comodino si trova, per l’ennesima volta, “Veronika decide di morire”. Se vi trovate in uno stato d’animo in cui dubbi, insicurezze, scelte, non-scelte si affollano, aiuta parecchio. Io lo leggo sempre all’occasione! 🙂 (Marika Aragona, 9 febbraio 2012)

Cormac McCarthy, Sunset Limited – A te che fai teatro. Sono sicuro ti piacerà. (Roberto Ferraro, 8 febbraio 2012)

Stefano Benni, Pane e tempesta – fa ghignare, una specie di Bergonzoni… Il libro precedente Margherita Dolcevita è troppo bello!! (Andrea Bagna, 2 febbraio 2012)

Paulo Coelho, Aleph – Io vi propongo questa lettura e questo autore.
Sia i suoi testi che lo scrittore stesso sono spesso criticati e non ne comprendo il motivo. Io sono anche appassionata di filosofia ma, non mi sembra che Coelho faccia filosofia spiccia (come ho sentito dire e letto sul web). (Chiara Biraghi, 20 gennaio 2012)

Clara Sànchez, Il profumo delle foglie di limone – libro bellissimo, avvincente! da leggere! (Martina Zorz, 21 ottobre 2011)

J.R.R. Tolkien, Il signore degli anelli – ho deciso di buttarmi nella lettura di quello che può essere definito come uno dei principali capolavori della letteratura..dopo aver visto il film moltissime volte è arrivato il momento di completare l’opera…vi dirò alla fine…abbiate pazienza vista la lunghezza del libro 😉 (Alessandra Elia, 13 ottobre 2011)

Valeria Parrella, Lettera di dimissioni –  Una scrittura difficile, all’inizio, poi ti abitui. La tematica è di chi ha vissuto gli anni settanta nella sua giovinezza e come vive l’oggi. E’ utile anche per chi ai quarant’anni ci arriverà tra tanto. (Enzo Briganti, 12 ottobre 2011)

Ken Follett, La caduta dei giganti – Bello. Intrecciato tra storie d’amore non troppo sdolcinate e vita in trincea nella guerra mondiale 999 pag. (Michele Longo, 12 ottobre 2011)

Jose Saramgo, Cecità – colgo l’occasione di salutarvi con questa proposta, un libro che a mio parere aiuta ad aprire gli occhi (Roberto Ferraro, 7 settembre 2011)

George Orwell, La fattoria degli animali – uno dei più belli di Orwell… il dittatore maiale… moooooltooo attuale ;-)) (Andrea Bagna, 21 aprile 2011)

 

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