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Archivio mensile:luglio 2016

Figlia della guerra – Juliet Lac

figlia_della_guerraSe non avete mai vissuto da vicino l’esplosione di un missile, non potete capire il terrore che provoca. Le onde d’urto scuotono il mondo interno. Per un terribile attimo tutto il tuo corpo diventa gelatina. Te la fai addosso senza rendertene conto, ma hai troppa paura per vergognartene. E’ un’esperienza in grado di traumatizzare chiunque, persino gli adulti, per una vita. Immaginate quindi l’effetto che può avere su una bambina di cinque anni. Più tardi mi spiegarono che si era trattato dell’attacco di un missile. Ma io non conoscevo né la parola “missile” né la parola “attacco”. Sapevo soltanto che sembrava la fine del mondo e che mia madre era spaventata quanto noi.
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Posso dirvi che nessuna persona sana di mente preferirebbe la guerra alla pace. La guerra è follia. E’ disumana. Non serve per garantire sicurezza o prosperità, checché ne dicano i politici. La guerra è ciò che la gente fa ad altra gente quando ha interamente dimenticato la sacralità della vita.
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Cominciammo a salire sulla barca. L’atmosfera era carica di tensione e paura. Malgrado la richiesta di un silenzio assoluto, i bambini più piccoli piangevano, e forse anche qualche adulto. Non eravamo i primi a lasciare il Vietnam in barca. Migliaia e migliaia erano partiti prima di noi, e i racconti dei pericoli affrontati nei loro viaggi erano rimbalzati all’orecchio di chi era rimasto a casa. Chi sapeva a cosa andavamo incontro piangeva di più, ne sono certa. Chi non sapeva niente, come me, la considerava semplicemente una grande avventura.
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Non credo che i bambini siano tenuti a comprendere le sofferenze dei loro genitori. Il loro unico dovere è vivere la loro vita. Quanto a quelli che hanno fatto il tipo di viaggio che affrontammo mia madre e io, possono avere la suprema soddisfazione di sapere che hanno sacrificato tutto perché i loro figli potessero crescere in libertà e sicurezza. E’ già abbastanza. Certo, è un po’ frustrante vedere che il problema principale di mio figlio è procurarsi delle pile nuove per il Game Boy. Alla sua età, io ero più preoccupata di morire di fame o di disidratazione. Ma non ce l’ho con lui perché la sua vita è migliore della mia, o perché ha molte più opportunità di quelle che ho avuto io. Quando diventiamo genitori, smettiamo di concentrarci su noi stessi per prenderci cura della prossima generazione.
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Pubblicato da su 28 luglio 2016 in Senza categoria