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Il passato è una terra straniera – Gianrico Carofiglio

30 Ago
 Aveva questa capacità di formulare giudizi rapidi e irrevocabili, in cui aleggiava sempre una nota di disprezzo per chi non fosse stato d’accordo.
Tutto questo l’ho capito dopo. Allora semplicemente mi sembrava che lui avesse più strumenti di me per capire il mondo e le situazioni; per decidere come comportarsi.
“Manipolare le carte, manipolare gli oggetti, sono cose che non vanno molto al di là del semplice gesto di destrezza. La vera abilità del prestigiatore consiste nella capacità di influenzare le menti. E fare un gioco di prestigio riuscito significa creare una realtà. Una realtà alternativa dove sei tu a stabilire le regole. Riesci a seguirmi?”
“Credo di sì. Per come la vedo io…” mi interruppe. La risposta non lo interessava. Ovviamente.
“Se qualcuno dice che la vita non è una continua sequenza di manipolazioni,o è un bugiardo o è un cretino. La vera differenza non è fra manipolare o non manipolare. La differenza è fra manipolare consapevolmente e manipolare inconsapevolmente. Pensa a un tizio sposato da poco. Una sera torna a casa e dice alla moglie di essere stato invitato a una rimpatriata di vecchi amici, o magari a un pokerino, tanto per restare in tema. Le dispiace se lui esce? No, se lui ne ha voglia, dice lei dopo una esitazione, con una faccia che esprime il contrario di quello che ha detto a parole. Se non vuoi rimango a casa, replica lui. No, no, vai pure, ripete lei a parole. La sua faccia però dice: è chiaro che non ti importa di me se vuoi uscire da solo. Lui allora è a disagio, perché riceve due messaggi contraddittori, e si innervosisce. Insiste a dire che non è indispensabile e che può rimanere a casa; e lei insiste a dire, a parole, che può pure andare. Alla fine lui, sentendosi in colpa, decide di non uscire. Non potrà accusarla di averlo costretto, perché lei gli ha detto che se voleva, poteva uscire. Non potrà lamentarsi perché è stato lui a decidere di non uscire. E questo lo farà sentire a disagio. Lei lo ha manipolato, ma nessuno dei due lo sa, a livello cosciente.”
Io lo guardavo: dove voleva arrivare?
“I giochi di prestigio – o il barare alle carte – sono una metafora della vita quotidiana, dei rapporti fra le persone. C’è qualcuno che dice delle cose e contemporaneamente agisce. Quello che succede davvero è nascosto fra le pieghe delle parole e soprattutto dei gesti. Ed è diverso da quello che appare. Solo che l’attore ne è consapevole e controlla il processo. La sostanza delle cose, la loro verità è quasi sempre diversa da quello che viene comunemente percepito. Le cose accadono realmente in posti e in momenti diversi da quelle dichiarate. Per esempio: prova a indagare sulle vere spinte che inducono le persone a fare le cosiddette buone azioni. Quello che scoprirai non ti piacerà. La verità è difficile da sopportare, ed è per pochi.”
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Pubblicato da su 30 agosto 2012 in Amore, LibriItaliani

 

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